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  Calibano [ TERMOVALORIZZATORE DI FOSSILI ONIRICI ]
         

   

                GLI EDITORIALI

       DEL CALIBANO

   (PIERGIORGIO WELBY)

Io amo la vita: la storia di Piero e Mina Welby - trailer

 

      

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Un vero regalo di Natale!

               

  

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giannini-pino/ultimo-gesto-d-amore.html  - 15%

 

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Welby Un atto di giustizia
Riccio Disinformazione medica e

vigliaccheria politica

  http://testamentobiologico.
ilcannocchiale.it/?r=151504

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       Radical italiani
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Il grande fratello 
dei falchi pellegrini e non solo


 

Album di Aria e Vento 2007


Vestivamo alla
marinara 2006
(copyright by Welby)

       
   
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un sorriso
contro la violenza

azione blog iniziata da
Galatea


L'onore dipende spesso
dall'ora che segna l'orologio.
Guillaume Apollinaire
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Calibano: la terra, il fango,
le viscere, la passione cieca,
l'incognito, il caos, la paura,
il talento primordiale, virile,
erotico che spesso vibra di febbre
e non ha bisogno di luce né di parola.
La carne, l'anima, lo spirito insieme
in un ultimo viaggio; prima della
separazione, della libertà di scegliere
un nuovo luogo, un nuovo corpo da
,o dove addormentarsi, come
dice Ariel, sotto un fiore



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IL MARATONETA
  LUCA COSCIONI
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Medici Senza Frontiere
               
                
  
       Un momento del V-Day 2007 a Bologna

       "Amore civile" - Nuove forme 
     di convivenza e relazioni affettive


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emergenza kenya
      


      
Cristo! come eravamo ridicoli
io e il Nuvola mentre seguivamo
il furgone mortuario del Comune
…ti saresti divertita, cazzo!…
noi sulla circonvallazione
a cambiare la candela sporca
e la tua bara grigio topo gettata
nel cimitero di Prima Porta
…ti saresti divertita, cazzo! …
così come ti divertivi da sballo
a fare l’autostop sulla Colombo
per rubare una giornata alla
disperazione
e sbatterla sulla spiaggia di
Capocotta….
…io e te…confusi tra gli altri
che lanciavano la loro allegria
sugli asciugamani colorati della
fantasia
…io e te…la sera nel vagone
del treno…
ad assaporarci il sale sulle labbra,
a scandalizzare quelle facce
di cartapesta imbolsite dal sopore,
…io e te…ad inventare equilibrismi
sulla corda tesa del pudore ma…
con la mente già chiusi in
quella stanza.
Che assurdità quel grattacielo
di morti murati dietro quei marmi
di fiori appassiti e nomi dimenticati.
Ti lasciammo tra i crisantemi gialli
rubati ad un disgraziato tuo vicino
e l’odore di cera e fiori marciti…
andammo via tirando calci ad
una Pepsi
e cantando All along the watch
tower…
cantavamo forte per non piangere,
forse,
..io non ho pianto…ma,…
una volta tornato in quella stanza,
ho passato la notte alla finestra,
tutta la notte a guardare
il fumo leggero della Marlboro
che mi bruciava gli occhi
e lo scorrere lento dei vagoni.
(P. Welby, 

 

All Along The Watchtower 
dalla raccolta -Natiche Sadiche-)

 

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1 aprile 2014

UN IMPEGNO CIVILE ANCORA VIVO

LE NUOVE LIBERTA’:
FINE VITA, POTER SCEGLIERE
Assemblea cittadina
per il Registro dei testamenti biologici nella città di Roma
Martedì 1 aprile 2014
ore 16.30 – 19.30
Campidoglio Sala della Protomoteca
INTRODUCE
Maura Cossutta - Se non ora quando sanità
MODERA
Cesare Fassari - Direttore quotidianosanità.it
RIFLESSIONI ETICHE E GIURIDICHE
Antonio Adamo - Pastore Chiesa Evangelica Valdese Roma
Caterina Botti - Filosofa - Università Sapienza di Roma
Carlo Flamigni - Medico - Comitato Nazionale per la Bioetica
Stefano Rodotà - Costituzionalista
ESPERIENZE
Fabio Calabrò - Medico oncologo - San Camillo Forlanini Roma
Patrizia Ricci - Direttore Municipio VIII Roma (ex XI)
Mina Welby - Co-Presidente Associazione Luca Coscioni
INTERVENTI PROGRAMMATI
Paolo Briziobello - Vicepresidente Officine Democratiche
DIBATTITO
CONCLUDE
Catherine Bearfield – Filosofa - Consulta di Bioetica Onlus
Per informazioni: finevita.poterscegliere@gmail.comLE NUOVE

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Saluto i relatori e questa assemblea con le parole del cittadino di Roma Piergiorgio Welby e allora, nel 2002, Consigliere dell’Associazione Luca Coscioni:

“A volte non siamo noi a decidere di quali problemi occuparci, ci sono nodi gordiani che troviamo sulla nostra strada e non possiamo evitare di tentare di sciogliere. Credo che, ai nostri giorni, uno di questi nodi ineludibili sia l’accanimento terapeutico ed il diritto dei malati ad una terapia medica che non ignori la persona e che non dimentichi di avere a che fare con un uomo il cui volere deve esser rispettato. Le tecniche di rianimazione e gli strumenti che simulano o supportano alcune funzioni vitali hanno creato, in non pochi casi, una dicotomia insanabile tra ciò che è vita e quella “morte sospesa” che è il risultato di molti accanimenti.

… il Living will, non è dettato da pregiudizi ma da giudizi maturati nei due mesi trascorsi da me in “rianimazione”. La mia patologia (distrofia muscolare progressiva) ha causato una insufficienza respiratoria ed il coma. Un protocollo di rianimazione, a mio avviso discutibile sia eticamente che per gli art. 13, 14, 15, del C.D.M. mi ha restituito alla “vita” tracheostomizzato, vincolato ad un ventilatore polmonare, nutrito attraverso una sonda naso-gastrica, scrivo usando una tastiera virtuale e il dito indice per digitare.... non si tratta di reazioni emotive o posizioni ideologiche,…ma sono convinto che una società civile debba dare risposte….
“Dobbiamo batterci, unguibus et rostris, per la legalizzazione e la conoscenza del testamento biologico, per il diritto ai malati terminali di non essere sottoposti a interventi il cui fine sia quello di procrastinare la morte per brevi periodi. È molto difficile entrare in dettagli tecnici,mi limito a fare una operazione che definirei “leopardiana” …dal particolare all’universale:

1. ho assistito ad un massaggio cardiaco effettuato ad una paziente in Stato Vegetativo Permanente andata in blocco.
2. Un paziente di 74anni, malato di SLA, in fase terminale, è stato tracheostomizzato e tenuto in vita per 3mesi in sala di rianimazione, ogni giorno chiedeva di morire.

QUESTE SITUAZIONI NON DEBBONO RIPETERSI!”

Io oggi qui continuo l’impegno civile iniziato da Welby per una morte opportuna. Mi appello al Sindaco, Ignazio Marino, al Presidente del Consiglio Comunale, Mirko Coratti, al Consiglio Comunale, di voler onorare la volontà di 8.200 cittadini romani, che nel 2009 firmarono una delibera di iniziativa popolare, consegnata al Campidoglio, il 24 aprile 2009, dall’Associazione Luca Coscioni, parte del Comitato promotore dei cittadini di Roma, insieme a Beppino Englaro e Carlo Lizzani. Chiedo che questa delibera venga calendarizzata e discussa nelle Commissioni e in Consiglio.

All’ex-X° Municipio di Roma, con Sandro Medici Presidente, con delibera di giunta il 31 marzo 2009, fu istituito e attuato il registro per le Disposizioni Anticipate dei Trattamenti sanitari, richiesto da Giampietro Sestini, Segretario dell’Associazione Libera Uscita, e da me. Vorrei che in tutti i municipi di Roma sia fruibile questo servizio.

L’adozione di un Registro per i Testamenti Biologici da Roma Capitale lo vedo come stimolo forte per il Parlamento, dove “Si legalizzi il Testamento Biologico e si restituisca alla vita e alla morte la loro dignità.”

 Ottimista è chi dice: "Domani è domenica"; pessimista chi dice: "Dopodomani è Lunedì." Così dice Gustave Flaubert.

E Welby aggiunge: Speriamo che la domenica ci regali un lunedì di libertà.”

Un rispettoso saluto a voi tutti

Mina Welby

 

 




13 marzo 2014

I 12 MESI DI PAPA FRANCESCO

La Voce di Romagna ha fatto un inserto nel primo anno di Papa Francesco e mi ha chiesto un intervento "laico" che ora metto qui :
I 12 MESI DI PAPA FRANCESCO
Un anno è trascorso, da quando un “nuovo poverello”, di nome “Francesco”, è diventato Papa.
Da moltissimo tempo ho lasciato la comunità parrocchiale ,perché, laicamente, non ho mai capito come una Comunità ,così forte e mediaticamente vincente, non utilizzasse pienamente la “Povertà” , come unica “arma” in grado,da sola , di aprire tutte le altre porte della fratellanza.
Il primo segnale che qualche cosa era cambiato fu,a mio avviso, la scelta che fece il Papa,appena eletto, di portare al collo una croce di ferro e non d’oro.
Un bellissimo segnale, per credenti e non credenti, per dire al Mondo , che ogni nostra “croce” non è mai fonte di ricchezza, ma solo di dolore ,per cui il “portare la croce”significa accettare di con-dividere proprio i problemi degli altri.
Ho quindi subito apprezzato il suo “progetto” di venire incontro a noi ,non praticanti e spesso non credenti, con questo messaggio del “poverello” di Assisi.
Quella “Povertà”,tanto ricercata da San Francesco, capace di eliminare tutti gli ostacoli al vivere civile e alla fratellanza, è in grado di unirci ,al contrario della ricchezza.
Chiaramente per chi ,come me,è attratto dalle tante battaglie sui diritti civili e sulle libertà individuali, questa rappresenta una bella sfida e sicuramente io, per primo, alzerò bandiera bianca .
Infatti è facile accettarla , ma poi arriva sempre l’ostacolo della nostra quotidianità, che non ti permette di vivere come un eremita.
Tuttavia ,nell’analizzare le cause del mio addio alla Chiesa del periodo opulento, è sufficiente pensare agli ideali giovanili, ormai dimenticati, ma che il Papa mi ha riportato alla memoria, come quando ,nel 1967/69 ,l’Abate Raoul Follereau venne a Rimini, al teatro Novelli, ad entusiasmarci con la sua proposta di sconfiggere la lebbra nel Mondo ,usando la somma equivalente alla costruzione di un bombardiere americano ,oppure quando si leggeva la Teologia della Liberazione o Don Milani e si ascoltava il messaggio sulla povertà dalla “tonaca lisa”di Don Oreste.
Sarà un caso fortuito, ma già, prima del suo arrivo, lungo le strade del centro di Rimini si poteva rivivere ,attraverso il Festival Francescano, lo spirito che sta prevalendo,ora, nella Sede apostolica romana .
Già il fatto di poter contattare questo Papa, su twitter o su face-book, mi ha subito incuriosito e così non mi sono fatto sfuggire l’opportunità di andarlo a trovare con l’Associazione Papillon- Rebibbia riminese,mercoledì 19 febbraio 2014, per invitarlo a Rimini al prossimo Festival Francescano.
Sono passati 12 mesi del suo Pontificato, che ci ha portato la speranza in un vero cambiamento epocale, da chi è delegato ad amministrare la Chiesa Cattolica.
Proprio quella visita “ravvicinata” al Papa, così ben raccontata, su La Voce ,da Fausta Mannarino, l’ho inviata al mio ex collega veterinario, che, a 38 anni e dopo aver lavorato con me, circa 8 anni fa, abbandonando tutti i suoi oggetti sulla sua scrivania e i vari affetti,una sera, in azienda, mi disse :“Caro Sergio mi faccio frate di clausura certosino “. Lasciandomi sbalordito per la sua scelta ,da quel giorno, con il nome di Fratello Ignazio vive nell’Eremo di Montecorona (Pg) in piena povertà e in preghiera.
Questa è la realtà, che vorrebbe anche Francesco insegnare a tutti noi , ogni giorno.
Sergio Giordano




6 marzo 2014

CHIESA VALDESE IMPERIA



Sabato 15 marzo, alle ore 21.00, nella sala della S.O.M.S. Raineri di via Carducci 65, a Imperia, la  Chiesa Valdese di Imperia organizza, con il patrocinio del Comune di Imperia, in collaborazione con l’Associazione Luca Coscioni, l’incontro pubblico

   “Una zattera, un amore”

Avere cura della dignità della vita

  Partecipano Mina Welby e Regine Quitmann.

  Coordina Maura Orengo.

  Letture di Agata Spalla.

  Nel corso dell’incontro si parlerà dell’esperienze delle due relatrici che per il loro lavoro o per la loro storia personale si sono dovute confrontare con la sofferenza, la morte e la dignità della vita.

   “Il medico rispetto al malato non ha la possibilità di scegliere se essere medico o cittadino dello Stato, ha una sola possibilità essere uomo”   -  Franco Basaglia

 

 
 


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6 marzo 2014

UN PAPA UOMO

                        L'altra settimana alla udienza Papa Francesco ha salutato le folle con un semplice buon giorno e diceva poi che avevano annunciato pioggia, “e invece guardate un po', c'è un bel sole”. parlava della vecchiaia e degli acciacchi, con una semplicità davvero convincente. Niente fronzoli, esaltazione del dolore. Peccato che ero troppo lontana ed era impossibile avvicinarsi. Era appassionante e guarda caso era l'udienza a un papa popolano. Esattamente 60 anni fa nell'anno 1954 a settembre ero in udienza del papa Pio XII dentro San Pietro. Anche il periodo storico era diverso. Si respirava, come ricordavo questa volta, aria trionfalistica, e la figura ieratica di Pio XII veniva portata sulla sedia gestatoria tra le file della folla. Ricordo anche un detto di padre Riccardo Lombardi in un corso per moderatori nel 1972 a Rocca di Papa, e credo sia stata una parola profetica; "ogni tempo ha il suo papa. Io aspetto, e verrà un papa che farà crollare il potere temporale della Chiesa." Che sia proprio Papa Francesco? Le sembianze ce l'ha.                                                         



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22 febbraio 2014

FUORI I RADICALI O FUORI BONINO?


ANSA-FOCUS/ Amarezza Bonino, "ora nulla da dire, domani piazza"

Pannella, Renzi ha fatto fuori i radicali, sempre noi i nemici... (di Marina Perna) (ANSA) - ROMA, 21 FEB - "Non ho nulla da dire...". Emma Bonino, a caldo, non vuole commentare. Ne' il governo Renzi ne' la sua uscita, dopo 10 mesi, dalla Farnesina. Ma il suo tono, al telefono, tradisce la delusione e l'amarezza. La risposta della 'pasionaria radicale' è probabilmente rinviata a domani, quando nel pomeriggio scenderà in piazza, riprendendo la sua vocazione di militante in un vero e proprio comizio a Largo di Torre Argentina, storico feudo dei suoi Radicali. "Con eventi che mi ricordano quelli della fuga di Pescara di Vittorio Emanuele Terzo, come era prevedibile, sono certo che Renzi ha ottenuto di far fuori la Bonino - aveva detto poco prima che Renzi annunciasse la sua lista Marco Pannella a Radio radicale -. Il nemico della partitocrazia resta la storia radicale. La grande vittoria c'è, la Bonino fatta fuori, i radicali fatti fuori, fatta fuori la storia radicale, socialista, azionista, liberale. Renzi ha ottenuto l'ideale per i partitocrati". Lei stasera si è limitata ad annunciare che domani "saluterà tutti quelli che l'hanno aiutata", ma il suo 'mentore' Pannella ha postato più 'solennemente' su Facebook l'appuntamento: 'un comizio di Emma Bonino'. E sarà domani che Emma probabilmente si toglierà i suoi sassolini dalla scarpa. Quelli che l'hanno vista soffrire, anche personalmente, nella gestione di casi come quello di Alma Shalabayeva. Che lei, da ministro, ha dovuto gestire con il fioretto, con tutta l'aplomb e la diplomazia che il suo ruolo le imponeva, ma che da radicale strenua sostenitrice dei diritti umani avrebbe con ogni probabilità denunciato in piazza. Così come, forse, nel caso dei marò: un dossier che aveva 'ereditato' dal precedente governo Monti e dal suo predecessore Giulio Terzi, già inquinato da tanti passi falsi che lei, in questi mesi, non è riuscita a risolvere. Ma su cui aveva provato, con successo, ad alzare i toni, portando la questione a livello internazionale dove aveva incassato il sostegno della Ue, della Nato e, seppur più faticosamente, dell'Onu. Perché tra tutte le cose dette e non dette, fatte e non fatte, l'ipotesi di accusa di "terrorismo" verso i due militari e quindi, indirettamente, verso l'Italia non le è mai andata giù: "inaccettabile", l'aveva bollata senza se e senza ma. E probabilmente domani la Bonino, da 'politica' e non più da ministro, non mancherà di dire qualcosa anche sul governo che sta succedendo al suo. Che a lei, nonostante fosse fino alla fine in lizza per entrarci, forse non l'ha mai convinta. "Se Renzi è il nuovo che avanza, fatemi il favore di ridarmi l'antico", commentava solo qualche mese fa (era l'ottobre del 2013) quando Renzi era ancora il sindaco di Firenze e di lui si parlava solo per le primarie del Pd. Con un passato di importanti battaglie civili e per i diritti umani e molte esperienze sul campo, soprattutto in Africa e Medio Oriente, la ministra degli Esteri sapeva di avere un nome da spendere sulla scena internazionale. Con una lunga carriera, sia nazionale sia internazionale, inserita, anche di recente, tra i candidati al Quirinale (l'ultima volta anche in occasione della rielezione di Napolitano) e' stata vicepresidente del Senato nella scorsa legislatura, senatrice nell'aprile 2008 nelle liste del Pd, ministro per il Commercio estero e le politiche europee nel secondo governo Prodi e commissario Ue. E ancora prima, da deputato europeo, ha fatto la spola con il Cairo, dove ha anche imparato l'arabo, diventando attenta osservatrice delle dinamiche della regione. La sua partita lei, l'ha sempre giocata con il suo stile: pacato, con attenzione ai diritti umani e alle battaglie civili. 'Piccola' - come lei stessa ha scherzato osservando quella foto tra i 'giganti' Letta e John Kerry - ma ferma. Come ha dimostrato sulla crisi siriana, quando di fronte a quel piano inclinato che sembrava far scivolare i Paesi della Nato verso l'intervento armato lei ha opposto un 'no' secco. Sempre pronta tra una pausa e l'altra dei suoi tanti impegni a cercarsi un angoletto per accendere una sigaretta, Emma stasera incassa solo il ringraziamento di chi prenderà il suo posto: Federica Mogherini, subito dopo la sua designazione, ha twittato un 'grazie a tutti, soprattutto alla Bonino'. (ANSA). PEN 21-FEB-14 22:00

Ora più compatti che mai, noi Radicali! con una politica extraparlamentare antipartitocratica europea per il bene dell'Italia!




19 febbraio 2014

IL CORPO DEL SE


In occasione del 25 novembre, giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, nasce il progetto “Il corpo del se’ “, un percorso di sensibilizzazione contro il femminicidio articolato in una serie d’incontri che partendo dalla Gelateria Splash,luogo dove è stato partorito, passerà per il Caffè Letterario il prossimo 13 febbraio alle ore 18, per approdare a un incontro finale presso la Casa delle Donne in via Lucio Sestio l’8 marzo.
Perché un progetto come questo è necessario?

22 febbraio ore 18.00

Terzo Settore Lazio - Roma –

alla Città dei Mestieri e delle Professioni

Via Tuscolana, 2068

Insieme a Mina Welby, Maria Di Pino, Ida Rescenzo e altre donne e uomini si dibatterà di come vincere la violenza della natura che incombe con malattie gravi sulle persone, ma non solo. Spesso i malati devono affrontare situazioni difficili di assistenza e mettersi in difesa dei propri diritti all’autodeterminazione.


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20 dicembre 2013

OCEAN TERMINAL TEATRO VILLA TORLONIA



Con il patrocinio di Roma Capitale

spettacolo diretto e interpretato da Emanuele Vezzoli

tratto dal romanzo Ocean Terminal di Piergiorgio Welby

Associazione Culturale Teatri&Culture

con il sostegno dell’Associazione Luca Coscioni e di Castelvecchi Editore

“Ocean Terminal” è il titolo del volume di Piergiorgio Welby pubblicato postumo, in cui l’autore riavvolge il nastro della propria vita, adottando un linguaggio che colpisce per originalità e potenza. Da queste pagine, sintesi letteraria dell’esistenza di Welby, è nata l’idea di far conoscere, attraverso il palcoscenico, chi fosse. Un condannato a vita in cui forte è il conflitto tra l’abbandono della speranza e la voglia di vivere. Un intellettuale che assiste da spettatore a un dibattito di cui è l’involontario protagonista.

Ciao, Piero!




5 dicembre 2013

FESTA DI SAN NICOLA

Oggi 70 anni fa mio padre mi ha fatto l'ultimo regalo per la festa di San Nicola. Lui travestito da San Nicola, andava dalle famiglie che si erano abbonate, a portare i doni. Non potevamo riconoscerlo dietro quella barba e con la parrucca bianche. Con mio fratello aspettavo la venuta del santo, naturalmente accompagnato dal Krampus, il diavolo. San Nicola, cioè il nostro papà, ci interrogò il catechismo e ci chiese se ubbedivamo alla mamma. Non si potevano dire le bugie. Il bruttissimo cornuto Krampus rumoreggiava con una catena e aveva anche una grande gerla, dove si vedevano uscire due gambette di un bambino cattivo, che portava all'inferno. La paura fu tanta. Alla fine dovevamo promettere di non litigare, eh, sì, sapeva tante cose di noi, e dovevamo ubbidire ai genitori. Poi ci dava un pacchetto di dono. Nei pacchetti c'era un'arancia, una mela, tre noci, qualche arachide e un pan pepato. Quella volta anche una bella frusta fatta di rametti di nociolo.
Quando quella sera papà tornava dal suo "servizio di postino" gli proposi subito di infilare un bastonin quel bel mazzo di rami di nociolo, e sarebbe diventato una pratica scopa per il nostro giardino. Invece la frusta stava sempre incastrata come un monito dietro una specchiera.
Gli anni a venire Alla festa di San Nicola, il santo non entrò più nelle case, era sotto le armi e non è tornato più, perchè morì in prigionìa a Sarajevo. Ma i pacchetti con l'arancia la mela, le noci e le arachidi e il pan pepato lo trovammo sempre alla vigilia della festa di San Nicola, e crescendo anche noi ragazzi facemmo trovare un pacchetto alla nostra mamma con una sorpresa. 


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4 dicembre 2013

PIETRA D'INCIAMPO

Nel nostro mondo per arrivare alla giustizia, alla legalità, al diritto uguale per tutti servono pietre 
d'inciampo, uomini che con le loro azioni suscitano scandalo. Sembrano perdenti, ma in realtà sono speranza, danno vita a idee che sono come la leggera pioggia di primavera che penetra nel terreno
e fa germogliare quello che hanno seminato nella loro vita. 
Documentaristi che elaborano nella verità la giustezza di fatti sono come maschere attraverso le quali parla chi non ha avuto voce, non è stato ascoltato, è stato zittito.


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25 novembre 2013

GIORNATA CONTRO IL FEMMINICIDIO

Oggi giornata contro il femminicidio. Tutti i giorno sono per me giornate come questa. Spesso mi domando, se anche noi donne non dobbiamo di più e meglio lavorare sui nostri figli e figlie, fin da piccolissimi, per far capire che femmine e maschi sono complementari. In breve e molto semplicemente dico: le femmine facciano le femmine e i maschi facciano i maschi, ognuno dei due con il cuore e la testa al posto giusto. Essere femministe non vuol dire prendere il posto del maschio, ma come sempre difendere i diritti. Questo fecero le femministe di 50/60 anni fa, e i maschi hanno lottato insieme a loro. Quindi il peso sull'educazione che in gran parte sta nella parte delle madri. Vogliamo riflettere insieme?



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