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                GLI EDITORIALI

       DEL CALIBANO

   (PIERGIORGIO WELBY)

Io amo la vita: la storia di Piero e Mina Welby - trailer

 

      

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Welby Un atto di giustizia
Riccio Disinformazione medica e

vigliaccheria politica

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       Radical italiani
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Il grande fratello 
dei falchi pellegrini e non solo


 

Album di Aria e Vento 2007


Vestivamo alla
marinara 2006
(copyright by Welby)

       
   
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un sorriso
contro la violenza

azione blog iniziata da
Galatea


L'onore dipende spesso
dall'ora che segna l'orologio.
Guillaume Apollinaire
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Calibano: la terra, il fango,
le viscere, la passione cieca,
l'incognito, il caos, la paura,
il talento primordiale, virile,
erotico che spesso vibra di febbre
e non ha bisogno di luce né di parola.
La carne, l'anima, lo spirito insieme
in un ultimo viaggio; prima della
separazione, della libertà di scegliere
un nuovo luogo, un nuovo corpo da
,o dove addormentarsi, come
dice Ariel, sotto un fiore



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IL MARATONETA
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       Un momento del V-Day 2007 a Bologna

       "Amore civile" - Nuove forme 
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emergenza kenya
      


      
Cristo! come eravamo ridicoli
io e il Nuvola mentre seguivamo
il furgone mortuario del Comune
…ti saresti divertita, cazzo!…
noi sulla circonvallazione
a cambiare la candela sporca
e la tua bara grigio topo gettata
nel cimitero di Prima Porta
…ti saresti divertita, cazzo! …
così come ti divertivi da sballo
a fare l’autostop sulla Colombo
per rubare una giornata alla
disperazione
e sbatterla sulla spiaggia di
Capocotta….
…io e te…confusi tra gli altri
che lanciavano la loro allegria
sugli asciugamani colorati della
fantasia
…io e te…la sera nel vagone
del treno…
ad assaporarci il sale sulle labbra,
a scandalizzare quelle facce
di cartapesta imbolsite dal sopore,
…io e te…ad inventare equilibrismi
sulla corda tesa del pudore ma…
con la mente già chiusi in
quella stanza.
Che assurdità quel grattacielo
di morti murati dietro quei marmi
di fiori appassiti e nomi dimenticati.
Ti lasciammo tra i crisantemi gialli
rubati ad un disgraziato tuo vicino
e l’odore di cera e fiori marciti…
andammo via tirando calci ad
una Pepsi
e cantando All along the watch
tower…
cantavamo forte per non piangere,
forse,
..io non ho pianto…ma,…
una volta tornato in quella stanza,
ho passato la notte alla finestra,
tutta la notte a guardare
il fumo leggero della Marlboro
che mi bruciava gli occhi
e lo scorrere lento dei vagoni.
(P. Welby, 

 

All Along The Watchtower 
dalla raccolta -Natiche Sadiche-)

 

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27 settembre 2017

UN RICORDO SU LOVE IS ALL

Entrare in una chiesa per me ha da sempre l'effetto come entrare a casa mia. Alla fine spiego il perchè.

Il giorno 1°giugno 2017 entro nella chiesa sconsacrata San Bernardo a Pisa. Ero stata invitata da Livia e Francesco della Santifanti a presentare il docufilm Love is all, autoritratto di Piergiorgio Welby. La musica assordante che accoglie i miei primi passi al primo impatto ha un effetto traumatico di spostamento mio in un luogo non abituale. Un mondo a me sconosciuto. Ma dove mi hanno fatto finire? Che succede? Non sento le parole, qualcosa capisco leggendo dalle labbra di chi mi parla.

Ma guardare gli occhi e sentire stringere le mani con un tatto particolare e cordiale, non superficiale dei soliti presenti e invitati. Di qualcuno, timido, percepisco lo sguardo come una carezza. La mia stanchezza del viaggio cambia in curiosità e aspettativa e la mia naturale capacità di adattamento alle situazioni fa il resto. “Vuoi andare a mangiare qualcosa?” “Mina, vuoi bere qualcosa? Vuoi assaggiare un po' di focaccina?” Ah, sì era buona con del formaggio. “Un goccetto di prosecco?” “meglio di no. Un succo d'arancia è meglio”. “Vogliamo andare a cena?” Non ho più voglia di uscire, mi comincia a piacere l'ambiente spontaneo, dove mi sento considerata alla pari, senza meritarlo.

Le ultime luci del tramonto entrano ancora dai finestroni su in alto sotto la volta affrescata della chiesa sconsacrata di San Bernardo. Sconsacrata? Guardo le immagini sacre, ancora ben conservate della volta, che secoli fa, ma ancora oggi, sono e sono stati il libro dei cantastorie per gli analfabeti. L'arte è rimasta anche oggi l'aratro che scava nei cuori per arrivare alla ragione, al pensiero dell'essere umano e lo rende libero. Quel fiato divino che fu alitato in Adamo, rappresentante dell'umanità, è diventato fiato di creatività per tutte le arti e le scienze, musica, poesia, pittura, scultura, ricerca, da cui trae tutto origine. Quel fiato sacro che è in tutti noi buoni o cattivi che siamo. Quel fiato sacro, molto rumoroso che riempie la chiesa sconsacrata la riconsacra diversamente alla vita e con la vita di chi c'è, respira, parla, canta, danza, si muove, pensa in libertà.

Insomma vita è libertà.

Il ricordo di Piergiorgio in questo luogo ha un significato speciale, che mi è difficile descrivere, lo sento ancora profondamente. Già da bambina e poi da studente la chiesa fu sempre luogo di ispirazioni. Un luogo di silenzio dove portavo i miei rumori interiori e metterli in ordine. Dove mi sentivo libera. Poi la chiesa era diventata la nostra casa, la casa di Piergiorgio e mia. Un tempio delle varie Muse, di Dio, della Libertà.




20 settembre 2013

20 SETTEMBRE 2013



Il segretario di Radicali Italiani, Mario Staderini, intervistato da Radio Radicale a proposito della mancanza, oggi, della tradizionale manifestazione dei radicali a Porta Pia per celebrare il 20 settembre.
"Oggi i radicali sono in parte in un garage, a controllare le firme che arrivano a Roma sui 12 referendum. In parte a organizzare tavoli per raccogliere altre firme. E in parte in giro per l'Italia, a fare tavoli per raccoglierle e controllarle, le firme. Purtroppo non abbiamo la forza fisica per riuscire ad organizzare una manifestazione adeguata come abbiamo fatto in passato", ha spiegato Staderini.
"Quando arrivò Bergoglio dissi che la vera sfida per questo papato era la liberazione della Chiesa dal potere temporale. Dunque mettere in discussione l'assetto attuale dello Stato città del Vaticano, e riconvertire l'immenso patrimonio immobiliare e finanziario, per liberare la chiesa cattolica e noi stessi da quella svolta affaristica che ha caratterizzato gli ultimi decenni. Il modo migliore per celebrare questo 20 settembre è quello di firmare i referendum, a partire da quello che riguarda le quote non espresse dell'8 per mille, che oggi vanno in gran parte alla chiesa cattolica. Quest'anno la Conferenza Episcopale ha preso 1 miliardo e 200 milioni di euro per l'8 per mille, mentre lo Stato ha abbassato allo 0,13 per cento del Pil il sostegno ai paesi in via di sviluppo. Lo vorrei ricordare da una parte al Presidente del consiglio Letta e a chi nomina il presidente della Cei, cioé a Papa Francesco", ha concluso.




6 marzo 2012

la Chiesa e la sua lotta facile con l'ipocrisia

Funerale Dalla, Welby: la Chiesa e la sua lotta facile con l'ipocrisia

Lucio Dalla è potuto entrare in cattedrale per il funerale perché non aveva mai detto di essere gay.

Piero Welby chiese di morire e quando accadde gli fu negato il funerale in Chiesa, benché io da cristiana lo avessi desiderato per lui. Sono trascorsi gli anni ma la situazione in Italia è sempre quella: la Chiesa scomunica la forma, perché non ha la forza per intervenire sulla sostanza.

Siamo biologicamente gay, siamo biologicamente eterosessuali, siamo biologicamente e eticamente depositari di diritti, siamo sostanzialmente proprietari delle nostre vite.

Stendere, come fa la Chiesa, su tutto ciò che è discutibile per certi canoni acquisiti un velo pietoso è ancora la tecnica per escludere una parte dell'umanità che è in ricerca del diritto alla felicità come tutti gli altri.

Mio marito, Piergiorgio Welby, ed io, l’Associazione Coscioni e i compagni radicali scegliemmo di non tacere: scegliemmo di reclamare un diritto sancito dalla Costituzione per interrompere una terapia a Piergiorgio. La nostra richiesta divenne la pietra dello scandalo. Era stato assimilato all'eutanasia. E' vero che Welby l'abbia chiesta ma da lì alla realtà era stato un percorso lungo e sofferto. Piero chiedeva una legge. Anch'io chiedo una legge che depenalizzi l'eutanasia e il suicidio assistito oltre alla legge sulle disposizioni anticipate sui trattamenti sanitari.

Allora il funerale in chiesa di Giovanni Nuvoli era fatto per carità cristiana?

Perché la Chiesa Gerarchica pospone il diritto alla carità?

Mina Welby
co-Presidente Associazione Luca Coscioni




22 dicembre 2010

L'ULTIMO GESTO D'AMORE

 Da una intervista su Radio sei. Ringrazio la Radio per aver fatto questo bel video senza averglielo chiesto. Onora il ricordo del fondatore della trasmissione mattutina Gianni Elsner.

www.youtube.com
Zoom In: intervista a Mina Welby




9 agosto 2009

SESSUALITA' IN OSTAGGIO?

Nelle antiche culture il femminile era il principio di ogni vita. Ricordo le innumerevoli divinità femminili, con i loro vari significati. Nei primi secoli, forse per “abbreviare” il contatto con l’Assoluto, i Padri della Chiesa demonizzarono la natura e in particolare tutto quello che ricordava l’accattivante femminino. Quello che nelle culture primordiali elevava all’amore, fungeva da equilibrio nella comune crescita di uomo e donna fu demonizzato. Si ottenne un controllo delle menti, portando però uno squilibrio nel rapporto degli esseri umani. Le donne furono caricate di colpe che non avevano. Ricordiamo i processi alle streghe, dove venivano falcidiate belle ragazze anche solo per il loro fascino. Si trovano dei libri importanti su questo tema. Anche se nel cammino dei secoli la donna è riuscita a ritagliarsi degli spazi importanti nella storia, non è riuscita ad avere tuttora lo spazio che le spetta. Le pulsioni sessuali erano viste per secoli come cosa sporca, degradante, peccaminosa. Ancora oggi la sessualità per la Chiesa è strumento procreativo. Nel Concilio Vaticano Secondo è considerata anche come elemento di crescita della persona, ma anche lì con regole ferree che impongono ai propri fedeli di considerare lo scopo della procreazione nel loro rapporto con la sessualità. La chiesa non ha paura del corpo, ma la demonizzazione delle nostre pulsioni, indici di vita, rendono l’uomo schiavo di precetti




17 febbraio 2009

In partenza

Mi sentivo bene, ero sempre presente e lavoravo su vari progetti. Poi venne il giorno del Decreto d'Urgenza del Governo “per salvare Eluana” che mi ha precipitato in un baratro lontano più di due anni. Vedevo vanificato tutto quello che Piero aveva faticosamente costruito per le scelte delle persone riguardo le loro cure mediche. Lo rivedevo rattristato, impaurito, sentivo il suo bisbiglio, “fate presto!”. Vedevo quei momenti di disperazione e sentivo la sua solitudine perchè anch'io mi ero comportata come oggi si comportano molti benpensanti che volevano che Eluana vivesse a tutti i costi. Io lo facevo per egoismo. E allora sentivo un profondo senso di colpa per essere stata ingiusta con lui. Oggi si verifica una continua aggressione alla persona di Beppino Englaro. E non è finita.

Da sempre nella vita, quando mi pare di essere arrivata ad un bivio, faccio il bilancio, cominciando naturalmente da me stessa.
Non ha senso che gli entusiasmi suscitati dalle mie parole, pronunciate in pubblico, funzionino come fuochi di paglia che muoiono appena accesi. C’è bisogno di far leva su coloro che sono disgustati da certa politica, chiesa e televisione. La loro nausea non riguarda la pietanza ma sul come viene presentata. Bisogna cambiarla in piatto gustoso e di alta cucina. Parlo così perché una vita che non facevo altro che inventare manicaretti dei più improbabili per un palato normale, ma abbordabile per chi non poteva più fare altro che deglutire a fatica e almeno godere ancora qualche buon sapore.
Nel convegno “Verità e menzogne su eutanasia Coscioni, Welby, Englaro” Radio Radicale è riuscita a offrire ai sicuri una conferma, ai dubbiosi chiarezza, ai militanti l’entusiasmo che li unisce in una rete. Ora non dobbiamo perderci di vista. Ci sono i vari impegni isolati in tutto il paese. Servirebbe un coordinamento di informazione sull’intero territorio italiano. Mancano programmi televisivi divulgativi sui temi che da un paio d’anni ci tengono desti. Troppo spesso i conduttori non curano la correttezza dell'informazione, ma cercano di contrapporre personaggi che si affrontano in modo aggressivo, cosa che non aiuta lo spettatore a riflettere. Il relatore che onestamente vorrebbe contribuire con pacatezza all’informazione degli ascoltatori viene aggredito e silenziato. E ora che Eluana non c’è più manca l’esca e i temi importanti vanno dimenticati fino alla prossima occasione di poter inventare un nuovo titolo scandalistico.

Sui giornali si leggono al solito titoli più gridati che troppo spesso non aiutano una causa, semmai facciano promuovere la vendita. Un buon giornalista dovrebbe conoscere il tema di cui parla. Dovrebbe non soltanto scrivere un articolo, tanto per scriverlo e guadagnarsi la giornata ma, da professionista, deve informarsi sul tema a tutto tondo per poter dare un proprio giudizio ai lettori se è opinionista. Ma mi domando perché le penne più raffinate e equilibrate non trovano eco nel pubblico, e sulle piazze si sentono solo gli urli invasati degli esaltati che ripetono quello che è stato loro suggerito da qualche saltimbanco?

Ecco, non voglio cadere nella tentazione di rispondere aggredendo. La nostra forza è l’equilibrio, la fermezza, la limpidezza delle nostre convinzioni che fanno parte della nostra vita, perché le abbiamo acquisito sul campo. Le nostre Cellule Coscioni sono sparse sul territorio. Persone preparate sui temi si trovano sicuramente in ogni regione, nelle università, nelle comunità locali. Ci sono anche persone volenterose che hanno bisogno di un supporto organizzativo. Molti cittadini sentono il bisogno di essere informati. Mi rivolgo in particolare ai nostri studenti che possono fungere da organizzatori di eventi, sparsi nei paesi e nelle città. Non lesinate con la vostra fantasia, voi delle facoltà di scienze di comunicazione. Se avete bisogno anche solo di un incoraggiamento e che mi faccia vedere, io sono con voi, ho bisogno di voi. Dobbiamo prepararci per un grande giorno. Dobbiamo mettercela tutta.




22 gennaio 2009

Chiesa padrona

"Il Vaticano nei confronti della Repubblica italiana
non sta certo con le mani in mano.
Le usa entrambe: una per chiedere quattrini,
l'altra per suonar ceffoni in faccia alla politica.
Questo doppio registro si consuma all'ombra
del diritto, anzi: l'alibi perfetto è la legge più alta,
quella scolpita sulle tavole della Costituzione.
Conviene allora dirlo con chiarezza:
tutta questa ricostruzione è un falso giuridico...
Non è vero che le ingerenze vaticane siano protette
dalla libertà di parola o dalla libertà di religione:
non è vero che il Concordato sia protetto
dalla Costituzione." 

Michele Ainis

Chiesa  padrona

un falso giuridico
dai Patti Lateranensi a oggi

Ed. Garzanti

13.00 €
Michele Ainis insegna Istituzioni di diritto pubblico all'Università di Roma Tre. Oltre l'impegno accademico svolge un'intensa attività di editorialista.  




17 novembre 2008

Una voce fuori dal coro.

UN ESEMPIO DI PIETA’ CRISTIANA

VESCOVO CASALE: «LA SUA VITA NON È PIENA, INUTILE ACCANIRSI»

di FRANCA GIANSOLDATI da IL MESSAGGERO.IT 15/11/08

Carità, comprensione, pietas. Sono parole che ripete più e più volte pensando a Eluana. Monsignor Giuseppe Casale, classe 1923, ex arcivescovo di Foggia è una voce fuori dal coro che, con coraggio, preferisce arrestarsi davanti al grande mistero della morte. Da pastore lui si rifiuta di dare giudizi, di emettere condanne. «Di fronte a questo grande mistero dovremmo avere tutti più rispetto e attenzione. Soprattutto lasciare la possibilità agli interessati di decidere in modo chiaro e sereno».

D.: Dunque lei è favorevole al testamento biologico?

R.: «Sì senza dubbio. Io sono per una vita piena. Nel caso di persone costrette allo stato vegetativo permanente, dico solo che ci si accanisce sulla vita. Eluana vive perché alimentata artificialmente. La sua è una vita ridotta al minimo, non è una vita piena, è vita vegetativa».

D.: Ma è sempre vita.

R.: «Mi interrogo e mi chiedo: davanti a casi simili si può parlare di vita umana, intesa come esistenza piena di relazioni? Noi sappiamo che esistono ammalati gravi, gravissimi, che al contrario possono interagire, farsi ascoltare, essere toccati, reagire, amare, avere sensibilità: ecco, questa per me è ancora vita, per il resto si può solo parlare di stato vegetativo. Posso capire, accostandomi con pietas cristiana, la decisione di un padre davanti ad una figlia in quello stato».

D.: Lei contesta l’accanimento terapeutico?

R.: «Io osservo solo che tutto questo chiasso, la solita battaglia tra guelfi e ghibellini, impedisce di fatto una riflessione serena, che in Italia sarebbe importante. E invece si litiga e alla fine, purtroppo, si perde di vista un aspetto importante: che l’alimentazione artificiale, come quella somministrata dai medici ai malati in stato vegetativo permanente, è una forma di accanimento, se la si toglie provoca la morte. Pertanto, forse, non si può più parlare di eutanasia. Penso che bisognerebbe definire al più presto il problema del testamento biologico, contenente le ultime volontà di vita».

D.: Cosa direbbe al signor Englaro, se lo avesse dzavanti?

R.: «Lo abbraccerei, gli farei arrivare la partecipazione con la quale, a distanza, l’ho accompagnato spiritualmente in questo calvario, da quando è iniziata la malattia della ragazza, sino al dramma successivo. Il mio augurio è che possano arrivare la pace e la serenità, sia per Eluana che per lui. Pregherò per loro».

D.: Staccare l’alimentazione e l’idratazione non è eutanasia?

R.: «In questo caso alimentazione e idratazione si possono parificare ad un accanimento terapeutico. E poi comunque, quando c’è un consenso alla base. Voglio dire che il padre sapeva bene che cosa avrebbe voluto la figlia medesima».

D.: Lei ricorrerebbe a disposizioni ben precise nel caso dovesse trovarsi in condizioni analoghe a quelle di Eluana?

R.: «Certamente. Per una persona che crede, e io credo in Dio onnipotente, la fine della vita non è “la fine” ma solo il passare da una condizione all’altra. Per un cristiano non è la morte totale. Se mi ritrovassi in una situazione analoga, non vorrei che mi alimentassero artificialmente con le macchine. Noi continuiamo a fare battaglie per la vita, come se la morte terrena fosse la fine della persona, e invece si schiude una esistenza nuova».

D.: Decisamente controcorrente.

R.: «Credo nell’immortalità dell’anima e nella resurrezione dei corpi. Non so cosa il Signore mi riserverà, ma non vorrei nessun accanimento. Spererei solo di avere accanto a me persone care, cui affidare parole di speranza, nella certezza che ci si rivedrà nel Signore. Noi continuiamo a fare un errore grossolano...».

D.: Cioè?

R.: «Vedere la morte e la malattia grave con l’occhio della tecnica, mentre dovremmo accostarci al nostro spegnimento come un passaggio, non dunque come un pericolo, una mannaia».




20 settembre 2008

Laici per caso

 “[…] la religiosità, variamente contaminata dagli umori mondani del presente, ha invaso i confini della laicità dello Stato, della neutralità del politico, dell' autogiustificazione della scienza; e in tutti questi casi il conflitto fra i sostenitori delle ragioni della fede e i sostenitori delle ragioni della lai­cità ha spesso coperto altre poste in gioco, non direttamente attinenti né alla fede né alla laicità, bensì a problemi di senso della politica, di orientamento della biopolitica, di rappre­sentanza e governo delle società post -coloniali e di traduzio­ne dei loro codici culturali.”

(Ida Dominijanni, Corpo e laicità)

L’immarcescibile vecchietto dei film western sputava verso un cactus uno spruzzo di saliva e tabacco ed esclamava: l’indiano buono è l’indiano morto! Da un po’ di tempo, forse a causa delle dichiarazioni della seconda carica dello Stato, o di alcuni teoeditoriali, o delle sporadiche apparizioni nei tiggì di vescovi, prelati, e papi, ho la sensazione che siano in moltissimi a pensarla come il simpatico e attempato cowboy, ma al posto dell’indiano, metterebbero con sommo gaudio il laico. Oddio, non vorrei essere frainteso! Lungi (mica tanto) da me il sospetto che il senator probus vir, si sia trasformato nella mala bestia dei “laici_sti”, però è innegabile che il laico buono è, per lui e per i suoi sodali, il laico-per-caso.

Il laico-per-caso non è citato nel Grand Larousse del XIX secolo, o nel Tommaseo nella edizione del 1865, o in Google, o in qualsivoglia motore di ricerca. Il laico-per-caso è stato partorito, da poco, per partenogesi, dalla laicità sana, sorella devota e prolifica della laicità malata che, notoriamente, è meno feconda del panda gigante. Il laico-per-caso avrebbe voluto indossare il saio o la tonaca, avrebbe voluto vivere in una trappa, o in una canonica, o in una nunziatura, o almeno in una sagrestia. Avrebbe voluto, ma il caso lo ha sospinto verso altri destini. Ah! fata volentem ducunt nolentem trahunt! Caro Lucrezio Caro, laico antelitteram e non per caso, per questo quel sant’uomo di Girolamo nel Chronicon lo tratta a pesci&pani in faccia, se intervenisse in un Porta a Porta sulla vera laicità, annichilirebbe anche Rockpolitik!

Insomma il laico-per-caso si ritrova, che so io, Presidente del Senato della Repubblica? Allora si sbraccia ad affermare che la sola Etica che non sia rosa dal tarlo relativista è quella Cattolica Apostolica Romana. I fata gli hanno destinato l’illacrimata parte di conduttore-televisivo-giornalista? Allora, si sbraccia ad affermare che tutte le leggi, dal Codice di Ammurabi a quelle del Codice della Strada, sono inutili perché, per far funzionare la società, bastano i Dieci Comandamenti. Le imperscrutabili vie della Prima Repubblica ne hanno fatto, mettiamo, un Andreotti? Allora, si sbraccia a votare o non votare, come il suo Vescovo gli ordina.

I laici-per-caso sono contagiosi? La UE consiglia di non baciarli in bocca (v. Riina), di non frequentare le loro lezioni universitarie (v. Popper), di non accompagnarli a Valle Giulia (v. Pasolini.). Ma, nonostante questa indispensabile profilassi, il virus LpC_B16 può essere trasmesso dal teleschermo a 8pollici&mezzo, dai fogli del Foglio, da Norcia e dintorni e purtroppo dagli uccelli stanziali, migratori e di doppio passo. Cosa c’entrano gli uccelli con Pera, Ferrara e Andreotti? Beh, allora, ditemi voi, che cosa c’entrano Pera, Ferrara e Andreotti con la laicità? Finiranno i laici-per-caso e i laici-per-scelta di fronte a Salomone affinché stabilisca a chi appartenga il neonato dell’Etica? Io temo che nessuno dei due contendenti si opporrà allo squartamento del corpicino e si accontenteranno del lacerto di Etica che il giudice gli assegnerà. Scrive Remo Bodei in “L'etica dei laici” che il senso dell'etica laica poggia sull'impresa di formulare regole e leggi, organicamente connesse tra loro, che hanno valore proprio perché non esistono naturalmente, perché de­vono contribuire a plasmare un mondo migliore che ancora non c'è e che mai sarà perfetto, ma in cui siano limitate le sof­ferenze, combattute le ingiustizie e aumentate le opportunità di migliorare la qualità della vita individuale e collettiva.

Sì, vabbè, ma se i laici-per-caso decidono -per tutti- che i Dieci comandamenti siano più efficienti del giudice Santi Licheri e che ogni nuova legge debba passare al vaglio dell'enci­clica Centesimus annus - per cui “se non esiste al­cuna verità ultima la quale guida e orienta l'azione politica, allora le idee e le convinzioni possono esser facilmente stru­mentalizzate per fini di potere”, tanto vale appendere al chiodo della storia lo spezzato dell’Aufklärung e indossare un clergyman.

Il Calibano
del 29 ottobre 2003

Personaggi liberamente intercambiabili.
Da allora è cambiato qualcosa?


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permalink | inviato da Mina vagante il 20/9/2008 alle 19:58 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (12) | Versione per la stampa



1 agosto 2008

Eluana

Sulle ultime battute che riguardano questa triste vicenda di Eluana e i suoi genitori non ho parole.
Leggetevi le notizie sui giornali e andate sul forum Eutanasia di radicali.it
http://www.radicali.it/phpbb2/viewtopic.php?t=3828&sid=5e0df1b0e3948309729defa26bbb99f0

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